Poema senza eroe di Anna Achmatova

Il commento...

Questo libro è uno dei documenti più strazianti dell'orrore della guerra.
L'autrice, una grande poetessa russa scomparsa negli anni '60, scrive un poema per ricordare le voci dei morti, di coloro che non sono sopravvissuti ai drammi degli anni '40.
Il poema non ha un eroe perché in realtà il vero protagonista di questo lungo "trittico" (secondo la dicitura dell'autrice) è il tempo.
Un tempo ritratto in due epoche diverse: nella prima parte, Il 1913, una festa di Capodanno fa da sfondo ad una storia d'amore e di morte che viene consumata durante una sfilata di maschere. Il poema continua seguendo un'altra epoca di guerra (stavolta il secondo conflitto mondiale). Scenario di questa "infernale arlecchinata" (per citare un bel verso dell'autrice) è Sanpietroburgo, con la Nevà, il suo fiume che scorre e continua a scorrere nonostante la città sia ormai quasi rasa al suolo.
Si tratta di un libro importante, che ripercorre dei momenti storici che non possiamo dimenticare.
Chiunque pensi che la parola "guerra" possa concordare con l'aggettivo "giusta" dovrebbe leggere questo poema.

 

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