“In punta di stella”. Racconti, pensieri e rime per narrare la Shoah

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Questo evento si è tenuto dal 30 gennaio 2013 al 1 febbraio 2013 presso la Biblioteca Provinciale "S. Teresa dei Maschi" di Bari, strada Lamberti 4 (30 gennaio) / presso il Circolo Didattito “Giovanni Bovio”, Largo di Vagno 13, a Ruvo di Puglia (1 febbraio) (Bari), alle 17:00 (30 gennaio) / 18:00 (1 febbraio).
L'evento...

Presentazione di 
“In punta di stella. Racconti, pensieri e rime per narrare la Shoah”

di Anna Baccelliere e Liliana Carone

«“Il posto delle stelle è nel cielo. Che bisogno c’era di cucirle sugli abiti degli uomini?” chiese Edna a sua nonna, osservando la stella che, forzatamente, per un’assurda legge, avrebbe dovuto indossare da quel giorno, il 6 settembre del 1941. Una legge che prevedeva l’obbligo, di portare, cucita sugli abiti, una stella di panno giallo, allo scopo di identificare ed emarginare degli esseri umani»
(tratto da “In punta di stella”)

Quanto accaduto durante i terribili anni delle deportazioni e degli stermini di massa durante la Seconda Guerra Mondiale, orrori riassunti col termine “Shoah”, non può non essere raccontato anche ai bambini.

Tramandare queste tremende vicissitudini alle nuove generazioni è però compito arduo.
Come spiegare la barbarie umana? Come affrontare un argomento così drammatico nell’ottica dei più piccoli?

Questa è stata la sfida di Anna Baccelliere e Liliana Carone, insegnante la prima, illustratrice la seconda: attraverso una raffinata antologia di prosa e poesia, si sono impegnate nel difficile racconto della persecuzione.

Il frutto del loro lavoro, “In punta di stella. Racconti, pensieri e rime per narrare la Shoah” sarà presentato mercoledì 30 gennaio (alle ore 17.00), presso la Biblioteca provinciale S. Teresa dei Maschi di Bari. e venerdì 1 febbraio (ore 18.00), presso il Circolo Didattito “Giovanni Bovio”  a Ruvo di Puglia (Bari).

A distanza di mezzo secolo infatti, il racconto deve perpetrarsi affinché non sia dimenticato, o -ancor peggio- minimizzato e confinato in una delle tante brutte pagine della storia.

Le parole semplici e chiare con cui le autrici espongono i fatti sono dunque quanto mai indicate: senza scadere nella spettacolarizzazione della sofferenza, né tantomeno nell’esposizione cruda degli eventi, sono riuscite a confezionare un volume di pregio per la divulgazione.

Risaltano, ad esempio, le tavole a colori, ricche di speranza e mai violente, mentre i racconti sono poi introdotti da pensieri e riflessioni di deportati o sopravvissuti.

Nell’ultima parte invece, si è intelligentemente inserito un vocabolario per orientarsi nei “termini tecnici” dello sterminio ed un dossier di foto dell’epoca, anch’esse molto utili a riportare quanto narrato nella sfera del reale. 

Un vero e proprio scrigno di risorse didattiche dunque, per gli insegnanti come per gli educatori, che possono avvalersi di un ulteriore strumento per sensibilizzare i bambini sin dalla tenera età, senza ricorrere però a immagini shock o parole forti.

Un volume di supporto destinato non solo a giorni specifici, come quello della Memoria, ma valido tutto l’anno: il messaggio di tolleranza e rispetto reciproco trasmesso è infatti applicabile ad ogni circostanza.

Ricordare le vittime delle persecuzioni razziali, di cui fecero parte anche moltissimi bambini, è fondamentale per crescere le nuove generazioni nel valore-chiave dell’accettare l’altro, nonostante costumi e abitudini differenti.

In un mondo sempre più multietnico e composito infatti, spiegare sin da subito quanto sia importante mescolarsi -e non ripetere gli imperdonabili errori del passato- costituisce allora la più importante lezione che i bambini possano apprendere tra i banchi di scuola.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 


Evento organizzato da Progedit e pubblicato anche qui!

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