Presentazione de “I dolori del giovane bullo”. Disagio e adolescenza ai tempi dei social network

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > incontri letterari > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 26 gennaio 2013 presso la Sala Polifunzionale del Parco di Monte Claro (Cagliari), alle 17:00.
L'evento...

Presentazione de
“I dolori del giovane bullo”
Disagio e adolescenza ai tempi dei social network
 

“Non è forte colui che non cade mai,
ma colui che cadendo si rialza”

(Goethe)

Si terrà sabato 26 gennaio (ore 17.00), presso la Sala Polifunzionale del Parco di Monte Claro a Cagliari, la presentazione del libro di due autori sardi, Bruno Furcas e Salvatore Bandinu: “I dolori del giovane bullo. Disagio e adolescenza ai tempi dei social network” (edito da Arkadia).

Riprendendo l’incipit del celebre romanzo di Goethe, “I dolori del giovane Werther”, già lo stesso titolo mescola il mondo di oggi con i classici, distanti certo sul piano temporale, meno quello delle emozioni.

Il riferimento esplicito al “tempo che fu” sta anche nel richiamo ai social network.

Non sono più i “tempi del colera” di Màrquez ma quelli delle piattaforme su internet, dove si parla attraverso uno schermo e si conversa schiacciando dei tasti.

I due scrittori, da decenni impegnati nel campo dell’educazione e nel recupero dei disabili, si sono confrontati con un tema di scottante attualità, il bullismo, al fine di spiegare il fenomeno in maniera agile e completa: una sorta di “manuale d’istruzioni” dunque, strumento utilissimo per insegnanti, genitori o chiunque lavori nel mondo della scuola e dell’educazione.

Per affrontare e sconfiggere infatti queste pericolose manifestazioni occorre una preparazione adeguata, non una strategia dilettantesca: bisogna riconoscere subito i casi ed il grado di pericolo, intervenire efficacemente e in modo attento.

La stessa scuola si dimostra spesso poco sensibile nei confronti di chi si trova in una situazione di svantaggio: nel vortice del serratissimo programma ministeriale, da completare entro la fine dell’anno scolastico, si rischia di guardar poco al lato umano e, di conseguenza, ad ignorare o minimizzare dinamiche come i rapporti tra compagni.
Battutacce ricorrenti o dispetti reiterati potrebbero però nascondere ben altro che giocosa goliardia o beghe tra ragazzi: isolare i comportamenti sbagliati costituisce allora il primo passo per evitare degenerazioni. Per fermare certi atteggiamenti occorre però una capacità empatica, oltre che di ascolto; del resto, il mestiere di professore, specie in quest’età così delicata degli studenti, non dovrebbe mai ridursi a un mero snocciolamento di nozioni.
La scuola, come spesso ripetuto, è una palestra di vita: un laboratorio dove i giovani acquisiscono regole comportamentali valide anche per la vita adulta
(al proposito, vi consigliamo la lettura di un precedente “commento” di lettura a “Il Sopravvissuto” di Antonio Scurati).

Accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita è un meccanismo lento, quasi invisibile, che interseca però il mondo della scuola con i problemi della società: una maggiore consapevolezza del problema, anche se non risolverà certo questa piaga, potrà creare dei presupposti per fermarne il dilagare.
Il bullo di oggi, infatti, sarà l’adulto violento di domani: arrestare questo fenomeno non migliorerebbe quindi la vivibilità della sola scuola, ma garantirebbe una società futura composta da cittadini più consapevoli e rispettosi.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 


Evento organizzato da Arkadia editori e pubblicato anche qui!

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