Presentazione de “Il poeta sotto esame” (Dino Campana)

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Questo evento si è tenuto il 25 gennaio 2013 presso la Biblioteca delle Oblate, Via dell'Oriuolo 26 (Firenze), alle 17:30.
L'evento...

“Il poeta sotto esame”
di Paolo Maccari


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

“Pace non cerco, guerra non sopporto
Tranquillo e solo vo pel mondo in sogno.
Pieno di canti soffocati. Agogno
La nebbia ed il silenzio in un gran porto”

(Dino Campana)


(Vincent Van Gogh, Campo di grano con corvi - 1890)

Ne “Il poeta sotto esame” il poeta e critico letterario Paolo Maccari, ripercorre le vicende bibliografiche di Dino Campana, enigmatico poeta italiano attivo nella prima metà del Novecento, autore di opere celebri come i “Canti Orfici” e conosciuto anche per la turbolenta vita privata. Un’esistenza inquieta e sofferta, densa di tormentate vicissitudini tra cui celeberrima è la passionale storia d’amore con Sibilla Aleramo, l’autrice de “Una donna”, conclusasi con l’internamento in un ospedale psichiatrico a causa dell’ebefrenia, una forma grave ed incurabile di psicosi schizofrenica, a cui seguì la morte per setticemia, probabilmente dovuta all’infezione della ferita procuratosi in un tentativo di fuga.

Il volume (edito da Passigli; disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori) è imperniato su un rinvenimento eccezionale: l'autore ha, infatti, scovato negli archivi dell’Istituto Superiore di Firenze, due temi stesi da Campana nel 1911, ossia ben tre anni prima dell’uscita dei “Canti Orfici” e solo sette prima del manicomio.

Queste due prose vennero elaborate per superare il concorso bandito dall’Istituto di Studi Superiori per l’abilitazione all’insegnamento della lingua francese; tentativo che si concluse con un fallimento, poiché il poeta fu respinto.

L’insuccesso si è oggi trasformato in un prezioso tassello alla poetica di Campana; finora mancavano infatti pagine più intime dell’autore, più legate alla quotidianità sociale e civile spesso in ombra nei suoi scritti.

Il primo tema, in italiano, dal titolo “A zonzo per Firenze” è tutto giocato sulle impressioni suscitate dalla città; in nuce, già si intravede la prosa spezzata e il tipico “divagare”.

Henri Fantin-Latour, Gruppo di poeti riuniti intorno ad un tavolo
(dettaglio Verlaine e Rimbaud)
© RMN (Musée d'Orsay)
“Le Repentir” invece, scritto in un francese non particolarmente brillante, è utile per riflessioni meta-poetiche: è difatti lo stesso Campana a dare un giudizio su Baudelaire e Verlaine, due tra le personalità più apprezzate dall’autore, in una composizione che sfrutta il tema del pentimento come pretesto per passare in rassegna i poeti d’oltralpe.
Il titolo del libro gioca quindi con l’esame sostenuto da Dino Campana, una prova dove sono già presenti temi successivamente rielaborati in altre opere: il bisogno di fuggire, la necessità del viaggio, il rifiuto di un mondo civile percepito come estraneo.

Già si coglie infatti quella tempesta interiore che lo porterà a comporre versi come

“Fabbricare fabbricare fabbricare
preferisco il rumore del mare
che dice fabbricare fare e disfare”
.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 


Evento organizzato da Comune di Firenze - Assessorato alla Cultura e curata da Anna Benedetti e pubblicato anche qui!

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