Presentazione de “Il lavoro perduto” di Susanna Camusso

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Questo evento si è tenuto il 23 gennaio 2013 presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica, piazza Piemonte, 2 (Milano), alle 18:30.
L'evento...

Presentazione de
“Il lavoro perduto”
di Susanna Camusso

“Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno”
(Voltaire)

Come scriveva Maurice Zundel: “il lavoro prima che cose deve produrre uomini”. Tuttavia, affinché ciò possa realizzarsi, è necessario che questioni come diritti, produttività ed economia del mercato siano di nuovo protagonisti della scena politica.

Una simile concezione di sviluppo, con la realizzazione professionale al centro del dibattito sociale, è tracciata anche dall’ultimo libro del leader della Cgil Susanna Camusso, “Il lavoro perduto”, che sarà presentato mercoledì 23 gennaio a Milano, presso la libreria Feltrinelli di piazza Piemonte 2, alle 18.30.

L’analisi della sindacalista si apre con una panoramica dei movimenti dei lavoratori (e dalle associazioni che supportavano tali istanze) nel corso del XX secolo: il confronto scaturito con la situazione attuale è quanto mai impietoso.
Alla speranza si è sostituita una cupa rassegnazione, la fiducia nell’organizzazione comune e nella possibilità di lottare per difendere i propri ideali si è spenta lasciando il posto a un disincanto sempre più amaro, il futuro ha cessato di identificarsi con la proiezione di desideri e le promesse di un avvenire migliore.

Crisi del “domani” dunque?
Non solo. Anche i partiti politici hanno perso lo smalto dello scorso secolo: il distacco tra cittadini e organi deputati all’esercizio del potere è in crescita e solo in pochi si sentono davvero rappresentati da una classe dirigente spesso incapace di interpretare le richieste dei propri elettori.

Popolarità altrettanto in calo è però quella delle stesse forze sociali, dove spicca il crollo dei consensi anche nei sindacati: considerati anch’essi come pachidermi burocratici, in grado di tutelare solo una piccola parte dei lavoratori, sono oggetto di critiche crescenti anche da parte dei giovani.

Le nuove generazioni lamentano infatti un totale disinteresse di questi organismi per le problematiche emergenti, precariato in primis, ed un arroccamento su battaglie stantie e prive di qualsiasi utilità.
Siamo dunque destinati a veder morire le associazioni di categoria?

Il Segretario generale della Cgil propone invece soluzioni differenti, credendo in un sindacato/forza propulsiva capace di guidare il necessario cambiamento.

Secondo la Camusso è poi indispensabile “ricostruire una relazione tra la persona e il suo lavoro, ricostruire la relazione tra dignità e lavoro”.


“Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo, 1901

L’uomo al centro quindi, libero da un impiego sottopagato, a tempo determinato e senza certezza alcuna. Questi fattori producono infatti, privando le persone di autonomia e autosufficienza, un esercito di delusi o violenti.

Il lavoro è uno degli aspetti fondamentali nella vita di un individuo (tanto da spingere Thomas Carlyle ad affermare “felice colui che ha trovato il suo lavoro; non chieda altra felicità”) e pertanto bisogna averne cura, ossia rispettarlo, qualificarlo e innovarlo.

Senza un’occupazione fissa crollano anche il benessere e la capacità progettuale di ciascuno di noi, e su più larga scala dell’intero Paese.

L’invito ad agire, con urgenza ma non frettolosamente, è perciò un accorato monito a tutta la nazione.
Senza una politica adeguata, senza le giuste decisioni in merito, ad esempio, al welfare, rischiamo di mettere a repentaglio valori imprescindibili se, come si legge nel primo articolo della nostra Costituzione, è proprio sul lavoro che si fonda l’Italia.

Oltre al merito di ricollocare il tema del lavoro nel dibattito dunque, il libro è apprezzabile anche per l’onestà con cui le odierne problematiche sono affrontate: l’autrice, anziché ripercorrere i vecchi successi o gloriarsi dei risultati ottenuti in anni di battaglie, fa luce su quel che deve essere modificato e sulle difficoltà del sindacato di oggi.

Una bella lezione di come, scartati i toni auto-celebrativi, si possa così proporre un’osservazione lucida e ricca di spunti critici pur essendo ai vertici di quello stesso sistema di cui si sottolineano i difetti.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 


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