Le guerre spiegate ai ragazzi di Toni Capuozzo

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Il commento...

Le guerre spiegate ai ragazzi”
di Toni Capuozzo

I reporter di guerra sono entrati, con non poco sacrificio, di diritto nell'olimpo della professione giornalistica.

Dai tanti che mostrarono in diretta gli orrori del Vietnam -portando per la prima volta la guerra nella confortante quotidianità delle case- fino a chi, come Oriana Fallaci, ha fatto della propria presenza sul campo il vero evento degno di nota e ai civili che, complici le opportunità offerte dalla rete e dai social network, si sono improvvisati giornalisti, video e fotoreporter -come durante la Primavera Araba- per raccontare realtà altrimenti nascoste.

A chi racconta le guerre si chiedono intuito, sprezzo del pericolo, e chiavi interpretative che, quasi sempre, davanti ad eventi traumatici e della schizzo-logica, mancano.

Ancora più difficile è trovare risposte alle domande spiazzanti, terribilmente semplici dei più piccoli che, forse inconsciamente attratti dal fascino del proibito e del pericolo, davanti alle immagini di distruzione e morte passate dalla tv, ne chiedono conto ai grandi.
 


Disegni contro la guerra, l'artista è bambino - fonte: repubblica.it

A provarci è Toni Capuozzo con un libro, “Le guerre spiegate ai ragazzi” (edito da Mondadori, disponibile online su laFeltrinelli e IBS), che racconta di quella casualità che ha portato, proprio lui che da piccolo sognava di fare il marinaio, a vivere in prima persona e a raccontare gli scontri nell'ex-Jugoslavia, in Somalia, in Medio Oriente e in Afghanistan, durante i quali ha imparato soprattutto a convivere con quella paura, ogni volta diversa, di cui “a volte, abbiamo bisogno (…) per capire quanto teniamo a noi stessi, agli affetti che ci circondano, alla nostra vita, la vita normale”.

Prima ancora che il professionista dell'informazione, parla il Capuozzo padre di tre figli-di cui uno nato a Sarajevo e preso in affidamento fino all'età di cinque anni-, che ha sentito il bisogno di aiutare i più giovani a uscire da troppi luoghi comuni, da visioni del mondo troppo ottimistiche o tragiche, nelle quali parole come guerra o pace diventano strumenti consunti per capire la realtà. E anche per dare un piccolo contributo a non crescere generazioni inermi davanti alla violenza: conoscere il male, provare a comprenderlo, è un modo di combatterlo”, come ha precisato durante un'intervista.

Il risultato è un moderno bignami sulla guerra, un prontuario in cui cercare - se esistono, e senza presunzione- le risposte alle domande dei più giovani sui tristi ricorsi della storia ed imparare a leggere i conflitti come specchio delle maggiori patologie della società.
Su tutto questo e sulle responsabilità dei media di fronte alla pervasività e alla frequenza con cui le guerre riempono le cronache, confondendosi nel flusso indistinto di contenuti che assimiliamo, riflette il grande reporter.

ViDa

© 2013 imieilibri.it

 

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