La sottile linea scura di Joe R. Lansdale

Il commento...

“La sottile linea scura”
di Joe R. Lansdale

 
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«Nell'invecchiare -e, in realtà, non è che sia poi così vecchio: neanche arrivo ai sessanta- scopro che per me il passato ha più importanza del presente. Non sarà un bene, però è la verità…»

“La sottile linea scura” di Joe R. Lansdale (edito in Italia da Einaudi; disponibile online su laFeltrinelli e IBS) è un piccolo gioiello contemporaneo racchiuso in poche centinaia di pagine.

Un grande romanzo di formazione che ricorda, per i suoi richiami, la gioventù avventurosa e un po' scapestrata di Mark Twain o film che hanno appassionato molti giovani della mia generazione come Stand by me, tratto da un racconto del celeberrimo Stephen King.

Una scrittura asciutta ed essenziale, polverosa come l'ambientazione che contiene la trama.

 

Texas, anni Cinquanta: Stanley e il suo instancabile compagno canino Nub incappano in un segreto che doveva rimanere per sempre nascosto: una scatola contenente delle lettere. Quest'oggetto cambierà il destino del ragazzo, o meglio sarà la molla che scatenerà un groviglio di eventi e considerazioni sulla vita, segnando così il passaggio definitivo alla maturità, la fine di un'esistenza di innocenza e gioco.

 

Viene tracciata una linea, da cui il titolo, un segno di dolore, sesso, discriminazione, temi forti con cui il protagonista si trova costretto in prima persona a confrontarsi.

«All'epoca tutto era più intenso. Il sole era più caldo. Il vento più fresco. I cani più svegli…
Non sempre la verità da soddisfazione e, a tirar le somme, carne e polvere finiscono per rivelarsi la stessa cosa…»

Ma dagli occhi di un tredicenne appare tutto più semplice e naturale. La storia infatti scorre velocemente, è una corda tesa fino alla fine, ci sono continui colpi di scena che ci alzano ogni volta di un gradino di consapevolezza. 

Le pagine trasudano blues e rock n’ roll. Il drive-in del padre in cui di fatto cresce Stanley si popola di personaggi, incarnazioni dei trascorsi della storia americana; ci catapultano ricreando attraverso di loro, gli usi e i costumi di un tempo, lasciandoci incantati.

Dopo un’intensa attività produttiva, Joe R. Lansdale mette da parte il suo stile prediletto, cioè quello pulp e iperbolico, per donarci un sorso d’acqua dentro uno sfondo arido e inospitale, una storia in cui per una volta, nonostante l’oscuro onnipresente, i vinti, i poveri, gli emarginati sono i vincitori.

Joe Richard Harold Lansdale, nasce nel 1951 in Texas. è considerato uno dei più importanti autori americani.
La sua terra, la passione per la lettura, per i fumetti e per i B-movie sono la linfa costante delle sue storie, determinando quello viene definito lo stile Lansdale.

Al suo attivo ha una ventina di romanzi e diverse raccolte di racconti.
Grande appassionato di arti marziali, ha inventato il Maverick Kenpo.

 

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