L’amore rubato di Dacia Maraini

Il commento...

Dacia Maraini
“L'amore rubato”


(“basta sangue” di Silvia Torneri, fonte: tramaditerre.org)

“L’innamoramento è sempre un’esperienza estrema: quando ci si innamora, l’altro diventa un’ossessione” (Ian Mc Ewan)

“L’amore rubato” è l'ultima fatica della scrittrice Dacia Maraini (edito da Rizzoli; disponibile online su laFeltrinelli e IBS).

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Un libro popolato da figure femminili, di età e storie molto diverse, che conferma il talento della Maraini nel pensare alla scrittura, come da lei stessa indicato, come una “testimonianza delicata, un gesto di affetto (…)” anche quando tratta di tematiche forti come la violenza sulle donne (sull’argomento, consigliamo di leggere lo “speciale” sulla giornata del 25 novembre e sullo spettacolo curato da Dale Zaccaria)

Le protagoniste del romanzo affrontano infatti un universo maschile - tuttavia mai demonizzato o stereotipato - incapace di un confronto schietto.
Francesca, Venezia, Angela e tante altre, ognuna con le sue caratteristiche e la sua personalissima vicenda, devono imparare a gestire un amore deviato, egoista e improntato al possesso.

Attraverso queste storie, capaci di scuotere ed emozionare, si indaga quindi un sottobosco di paure e debolezze troppo spesso ignorato.

Lo stesso titolo, così ossimorico e in apparenza conflittuale -come si può infatti rubare un sentimento che è quanto di più disinteressato esista?- gioca con la pericolosa deviazione dell’affetto verso la perversione.

Giunge quindi alle estreme conseguenze quanto già profetizzato da un altro celebre scrittore, Ian Mc Ewan nel suo “Amore fatale” dove afferma: “L’innamoramento è sempre un’esperienza estrema: quando ci si innamora, l’altro diventa un’ossessione”.

Gli otto racconti che compongono il libro, legati tra loro da quest’attenzione nel descrivere il background della violenza, possono intendersi come il manifesto di un’autrice da sempre impegnata nella denuncia dei soprusi contro le donne: una scelta etica quindi, che arricchisce la narrativa di un preciso valore sociale.
Spesso infatti questo spinoso problema è discusso soltanto se circoscritto ad un fatto di cronaca: iniziative come questa, invece, contribuiscono ad una maggiore conoscenza utile per non limitare il fenomeno a mero “titolo di giornale”.

L’insegnamento che la Maraini cerca di filtrare tra le pagine è poi un monito “universale”, senza distinzioni di sesso: il primo rispetto deve essere rivolto verso la propria persona, altrimenti sarà impossibile condividere con qualcun altro un legame generoso e puro.

Perciò, come è da condannare la violenza cieca, è altrettanto deprecabile il silenzio che cerca di nasconderla o minimizzarla: denunciare e trovare la forza di “voltare pagina” -questa volta non di un libro, ma della propria vita- coincide infatti con un atto d’amore per se stessi.

Caterina M

© 2012-2013 imieilibri.it

 

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