Quando si dice “leggere”… (percorsi “alternativi” all’arrivo del Natale)

L'approfondimento...

Disegno di Marta Farina (fonte: http://www.martafarina.com/ArrivalDepartures.html)Quando si dice “leggere”… a cosa si pensa?

Quando si dice “libro”… quante sono le sue “forme”?

Quando si dice “raccontare”… quanti sono i suoi “percorsi”?

Tele, matite colorate, fotografie, carte, inchiostri, foglie: quante lingue parlano, e quante cose sono, questi libri?

Le fiabe e le parole, i destini che s'incrociano, i labirinti che catturano.

Sono tante le strade e le storie che conducono al Natale! Storie che sfuggono di mano e saltano agli occhi!
Così di questi tempi - in un’Italia “distratta” da un gramo shopping pre-natalizio e sommersa nell’angoscia del “Futuro” - scopriamo che il “racconto” di un libro può essere molto diverso da come qualcuno è abituato a pensarlo e che l’Arte, nelle sue variegate forme e bellezze, può davvero farci condividere e librare in dimensioni più salvifiche.

Sono tanti i “percorsi” artistico-libreschi nel nostro Bel-lissimo Paese - da Venezia alla provincia veneta, da Firenze a Roma e giù fino a Nardò - che possono guidarci ad una nuova “natività”, attraverso una letteratura che prende forma artistica e - stravolto il caro vecchio contenitore della pagina - raccoglie la sfida di raccontare il mondo attraverso associazioni d'immagini “diverse”.

Succede allora che sull'isola di San Giorgio Maggiore il libro diventi “paesaggio” nell'intricato Labirinto Borges, un giardino che ripercorre la genialità dello scrittore argentino e le Finzioni della sua poetica, partendo dalla riflessione sulla complessità dell'universo, su cui diceva:

“Sono cieco e ignorante, ma intuisco che sono molte le strade” (J.L.Borges, Tutte le opere)

Sempre a Venezia, ben consci che “Il futuro è sempre davanti a noi, invisibile. Getta la sua ombra ai nostri piedi, inavvertita” (Piero Scanziani), si scruta il tempo in un viaggio storico attraverso il sacro e il profano nei libri  il futuro, andando a ritroso tra profezie, pronostici, tentativi di misurazione scientifica del tempo e i libri di ventura, nella mostra “Leggere il futuro. Un Viaggio nei libri tra sacro e profano”.

A Sàrmede, invece, “la fantasia non fa castelli in aria, ma trasforma le baracche in castelli in aria”, nell’avvolgente e suggestivo viaggio con le immagini della fantasia tra le favole e le storie dei popoli, come Nel bosco della Baba Jaga, che ci trasporta tra le fiabe millenarie della steppa russa.
Un fantastico viaggio dal sapore multiculturale per riscoprire il piacere di “sognare e volare con la mente” attraverso immagini, forme e colori, costellato da oltre 350 illustrazioni  e dall’analisi delle modalità espressive di oltre 100 illustratori.

Le “Fiabe dal Mondo” di Sàrmede approdano anche per la prima volta nel coloratissimo Salento, dove fino al 31 dicembre, presso il Chiostro dei Carmelitani di Nardò (Lecce),  sarà esposta una selezione di opere di alcune precedenti edizioni della mostra internazionale d’illustrazione per l’infanzia.

Mentre mescoliamo ancora le carte di questa scatola magica che è il libro, ci strizza l'occhio - da una finestra nei cieli - Italo Calvino, maestro dell'arte combinatoria nella scrittura che “si fa in due” e “si mostra” a Firenze, con la fotografica sulla Sintassi del mondo, e a Roma, da dove parte un Viaggio con figure nelle fiabe italiane dell'autore, che sempre sosteneva:

“Io credo questo: che le fiabe sono vere. […]
sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna”

(Italo Calvino, Fiabe italiane)

Del resto, mettere insieme parole e arte, deformare le prime e ibridare il tutto è tentazione di vecchio corso.

Lo insegnano i geroglifici egizi, i codici miniati degli amanuensi, e poi le esplosioni tipografiche delle avanguardie del ‘900: una tentazione dura a morire, e anzi sempre pronta a rinnovarsi, come confermano gli spunti forniti dalla Biennale del Libro d'Artista a Napoli, dove il libro dismette i panni del polveroso contenitore di sapienza per essere concepito come forma d’arte autonoma.

Segni e colore, lettere e abbellimenti grafici si fondono da sempre in una suggestiva danza in cui il libro non compare più alla stregua di una semplice sequenza di parole, ma come un oggetto concreto e conscio di poter giocare con il suo forte potere comunicativo.

Come diceva Seneca“Non importa la quantità dei libri che hai, ma la loro qualità”

E voi, pensate ancora che “leggere” un libro sia sempre la “stessa cosa”?

Chiudiamo con due “messaggi”…

Il primo espresso dall’Uomo della Luce, fratello d'arte degli Urluck, autori dell’installazione artistico-metropolitana che vedete nelle immagini del bel video-omaggio in trailer.

“Mi sento degradato,
il mio messaggio è sommerso nell'indifferenza,
portavo luce,
vorrei essere ciò che ero.
Uomo della Luce,
fratello d'arte degli Urluck.
 
Adesso, stanco, sporco, disperato,
voi non sapete quanto sia dolorosa
Adesso, questa indecorosa immobilità
sognavo, anche le statue sognano,
che bellezza fosse misura anche
della vostra ascesa”

Il secondo è…

“You may say I’m a dreamer but I’m not the only one I hope someday you’ll join us and the world will be as one”
(John Lennon, Imagine)

Buone “letture” di Natale a Tutti!!

la redazione de “imieilibri.it”


Video da youtube by Urluck Contenitore Arti - Stico
Musica di ZOG alias Luca Candellero - Titolo del Brano “Children”

 

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