La fata carabina di Daniel Pennac

Il commento...

Mi ha subito incuriosito il titolo: LA FATA CARABINA
...come può essere???...E' una "pistola fatale" o cosa????

E la curiosità si è trasformata in avidità di sapere, passo dopo passo,di scoprire...
E' un libro che si legge per il piacere di leggere, se volete: un classico noir metropolitano.
Privo di lirismo, pieno di dialoghi veloci, periodi brevi; solo le riflessioni, le introspezioni dei personaggi sono meno chiassose e frantumate.

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  • Ambienti: sempre descritti dal punto di vista dei personaggi, attraverso il loro "sentire".
    Comicità, talvolta umorismo; cinismo apparente e parvenza di negazione dei sentimenti, che in realtà scorrono intensi, latenti ogni parola, in sottofondo.
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  • Personaggi: descritti tramite dettagli; dettagli che si ingigantiscono fino a pervadere la scena, "inondare" la pagina.
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  • Dettagli: alcuni consapevolmente scontati per evidenziare quelli inaspettati, quelli realmente caratterizzanti ogni personaggio.
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Da un caos iniziale di un quartiere multietnico di Parigi, Belleville -dov' è vissuto lo stesso autore-, si arriva alla soluzione finale, chiarissima, che in realtà è:

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"...come un lago di una limpidezza impeccabile in cui un mattacchione avesse versato un' unica goccia di inverosomiglianza, ma straordinariamente concentrata."

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Ma un senso di straniamento mi assale: niente è ciò che sembra e nessuno è quello che in realtà mi aspetto dovrebbe essere o dovrebbe rappresentare... Ed è ciò che mi induce a riflettere.

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ASCOLTARE: ascoltare gli altri, i loro silenzi.

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IMPARARE a "riconoscere un uomo tra la folla", significa riuscire a capire l' altro che mi è davanti, le sue paure per un avvenire incerto; la grandiosità del suo essere, l' unicità della sua esistenza; l' imporatanza di essere altro da me, diverso da me, e soprattutto diverso da un qualsiasi modello propostomi dalla società o "creatosi" nel mio cervello.

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Un argomento su cui riflettere (gli altri: il razzismo, il rapporto genitori-figli, la corruzione,...): nel libro i drogati sono i vecchi ed ancora è una vecchia a sparare ad un giovane poliziotto... Sono eccessi, situazioni paradossali, ma solo per non dimenticarci che ci sono persone che soffrono e forse si sentono inutili, ormai spacciati nel loro ruolo di vecchi...

 

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