“Inchiesta sul lavoro. Perché non dobbiamo avere paura di una grande riforma”. Pietro Ichino a Palazzo Sormani

Marilena Poletti Pasero Postato da Marilena Poletti Pasero (Presidente Unione Lettori Italiani di Milano e organizzatrice della rassegna “Incontri con l'autore”) in Eventi > incontri letterari > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 3 dicembre 2012 presso la Sala del Grechetto di Palazzo Sormani, Via F. Sforza 7 (Milano), alle 18:00.
L'evento...

L'Unione Lettori Italiani di Milano

è lieta di invitarvi ad un nuovo appuntamento con gli
“Incontri con l’Autore” a Palazzo Sormani

che vedrà al centro quella che è la prima emergenza nazionale italiana: il lavoro!

 
(fonte immagine: linkagiovani)

L'occasione per approfondire tale cruciale tema per ritrovare la pax sociale e rilanciare lo sviluppo del paese è fornita dalla presentazione del libro di Pietro Ichino, giuslavorista e senatore del Pd, “Inchiesta sul lavoro. Perché non dobbiamo avere paura di una grande riforma” (edito da Mondadori).

All'incontro di estremo interesse e - purtroppo - scottante attualità, oltre all'autore interverrà Antonio Calabrò, giornalista economico, in passato direttore editoriale del gruppo “Il Sole 24 Ore” e vice-direttore del quotidiano.

A moderare la presentazione, che è una importante occasione di approfondimento e dibattito, sarà Marilena Poletti Pasero, organizzatrice del ciclo di incontri.


Due parole sull'Autore e il suo “pensiero”...

“Davvero ci armiamo per ammazzare Ichino? E' tutto pronto, dobbiamo soltanto trovare il posto”
Frasi tratte dai dialoghi fra brigatisti , riprodotti nella motivazione della sentenza di condanna degli stessi da parte della Corte d'Assisi d'Appello di Milano, depositata il 5 settembre 2010.

Questo è il clima nel quale si trova a vivere il prof. Pietro Ichino, attualmente sotto scorta, già dirigente sindacale FIOM-CGIL e deputato PCI, ora senatore PD, partito che ha contribuito a fondare nel 2008, professore di diritto del lavoro presso l'Università Statale di Milano, editorialista del Corriere della Sera.

L'Inchiesta sul lavoro è un'immaginario dialogo tra un "inquisitore"- ispettore con l'autore, ove solo la denuncia e la relativa inchiesta sul suo operato sono fittizie.

Quale la orwelliana accusa? Intelligenza con il nemico, perchè infiltrato nel centrosinistra.

In realtà l'autore va affermando da anni una nuova concezione dei rapporti di lavoro, tesa a liberare il lavoro dalle rendite e dalle caste,dalle disuguaglianze tra i lavoratori che hanno il posto fisso, e quelli, i giovani, che sono condannati al precariato, privi di tutela sindacale.

Tre in particolare sono i punti di maggiore conflittualità, rinvenibili nel Manifesto del Lavoro del Professore, del 2008:

1) riforma del diritto del lavoro, con l'introduzione della flexsecurity, che prevede l'assunzione del lavoratore a tempo indeterminato da subito,salva la possibilità di allontanare il lavoratore, per motivi funzionali all'azienda, da parte del datore di lavoro, e il suo relativo obbligo di assicurare al lavoratore, per un periodo concordato, un' adeguata assistenza economica nell'ambito di un contratto di ricollocazione.

2) Riforma della pubblica amministrazione, con l'introduzione del merito, della trasparenza, e della valutazione del rendimento individuale.

3) Riforma delle relazioni industriali, per aprire agli investimenti stranieri, con contratti collettivi aziendali più flessibili.

Molte altre sono le argomentazioni del testo, ma alla fine i due interlocutori del colloquio immaginario convengono che i tempi di metabolizzazione delle proposte dell'autore saranno lunghi e fortemente contrastati. Intanto alcune delle sue proposte sono state in parte recepite, altre attengono ai sogni, ma è compito della buona politica rendere i sogni praticabili, termina il Professore.


Il Libro
Quando i Costituenti, dopo un aspro dibattito, scelsero l’incipit della nuova Carta fondamentale, dichiararono di avere voluto riunire nella formula “Repubblica democratica fondata sul lavoro” le due componenti di base di ogni libera comunità: il lavoro, appunto, in qualunque forma svolto, come manifestazione principale dell’agire consapevole del cittadino, da un lato, e dall’altro come contributo indispensabile dell’individuo all’affermarsi, consolidarsi e valorizzarsi della collettività, avvertita e perseguita dai suoi partecipi, come bene comune.

Quel magistero etico e politico che risale al giugno del 1946, è andato sbriciolandosi, decadendo in un sistema drammaticamente ingessato, prigioniero dei propri tabù e delle proprie caste … “un sistema chiuso da un tacito accordo protezionistico, della più bassa matrice, tra vecchia sinistra e vecchia destra” che ha instaurato, tra mille complicità, un vero “apartheid” tra lavoratori protetti, specie se maschi e maturi, e lavoratori non protetti, ai quali riservare invariabilmente posti di serie B, C o D e un miserabile futuro pensionistico da godere, nella migliore delle ipotesi, dopo i 70 anni.

L’”Inchiesta” di Pietro Ichino, già dirigente sindacale della FIOM-CGL, poi esponente di punta della Camera del Lavoro di Milano, docente di Diritto del lavoro, quindi dal 1979 deputato del PCI e oggi Senatore PD, accende i riflettori sull’impensabile “cospiratio oppositorum” che per decenni ha visto l’azione, vischiosa e inconcludente, del nostro sistema sindacale proteggere la parte più conservatrice, arretrata, e scarsamente disposta a investire, delle grandi imprese nostrane, impegnate a tenere fuori dal Paese i maggiori concorrenti stranieri.

Nonostante i trenta anni intercorsi fra i due episodi, il muro eretto dai sindacati metalmeccanici alla cessione dell’Alfa Romeo a GM ricorda molto da vicino la decisiva opposizione delle nove sigle sindacali di Alitalia, tutte in reciproco contrasto, al passaggio della Compagnia ad Air France- KLM. Operazione avviata nel 2008 da Tommaso Padoa Schioppa e ferocemente contrastata da Silvio Berlusconi in piena campagna elettorale, nel nome dell’intangibile italianità del nostro vettore aereo.

Con il susseguente definitivo prepensionamento a cinquanta anni di età di oltre un migliaio di assistenti di volo e impiegati amministrativi, per i quali venne creata “ad hoc” una mostruosa Cassa integrazione speciale della durata di sette anni, tuttora a carico del contribuente. Per non parlare del ruolo del sindacato, questa volta a fianco di Antonio Fazio, nel boicottaggio dell’olandese Abn Amro interessata all’acquisto di Antonveneta, e poco dopo quello del gigante americano ATT, impegnato nell’acquisizione di Telecom Italia.

Ma le inquietanti pagine di Ichino non si limitano affatto alla denuncia e alla deplorazione di mali passati (e ancora presenti). L’esperienza ultratrentennale e la larga conoscenza delle esperienze europee consente all’Autore di riprendere, ampliare e aggiornare le sue precedenti proposte avanzate nei numerosissimi interventi sulla stampa, in particolare sul Corriere della Sera, in Parlamento e nelle due sue opere più note: “Il lavoro e il mercato” e “A che serve il sindacato?”.

In tema di tutela dei diritti dei lavoratori, Ichino indica e sostiene con ampie motivazioni il c.d. sistema danese, fatto proprio anche da Svezia e Norvegia e attualmente allo studio in altri grandi Paesi europei. Tale sistema è fondato su una sostanziale continuità del reddito per il lavoratore nel periodo necessario per trovare un nuovo lavoro, non solo nel caso di licenziamento, ma anche nel caso in cui sia il lavoratore stesso a cambiare lavoro.

La garanzia della mobilità nel mercato del lavoro costituisce così la migliore tutela della libertà e della forza contrattuale per qualsiasi lavoratore. Del resto, il maggior costo che in tal modo si accollerebbe all’impresa, sarebbe ampiamente compensato per l’impresa stessa dal potere effettuare, senza ritardo, l’aggiustamento degli organici, essendo esentata dal controllo giudiziale sui relativi motivi economici o organizzativi.

È questo il progetto “flexsecurity”: una riforma, o meglio una nuova prospettazione del diritto e dei rapporti di lavoro, organica e incisiva e non episodica come quella in atto. È alla nostra portata? Mancano le condizioni politiche e sociali?
Potrebbe essere così, ma prima di rassegnarci aspettiamo il 10 marzo.
(Paolo Bonaccorsi  - © 2012 Arcipelago Milano)

 


I contenuti del presente post sono dei rispettivi autori. Le immagini sono state selezionate a cura della redazione de imieilibri.it

 


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