Il Sopravvissuto di Antonio Scurati

Il commento...

Il Sopravvissuto

di Antonio Scurati

Concorsone, graduatorie, fondi alle scuole private, aumento delle ore contrattuali: in tempo di crisi e di tagli, è soltanto questo che rischia di diventare la scuola.

Dimentichiamo che c'è molto di più, che a fare la scuola è prima di tutto il materiale umano e terribilmente vivo di cui essa è fatta, indipendentemente dal lato della cattedra in cui si trova.

Ed è questa parte viva della scuola protagonista di Il Sopravvissuto (Bompiani, 2005; disponibile online su laFeltrinelli.it e IBS), secondo romanzo di Antonio Scurati e vincitore del Premio Campiello.

Tutto inizia con un ritardo, proprio nel giorno dell'orale della maturità: Vitaliano Caccia, studente scalmanato ed esuberante, la cui bocciatura è già architettata ad arte dalla commissione, finalmente arrivato al colloquio, bello e affascinante come solo i vent'anni riescono a renderti, invece di sedersi, spara all'intera commissione.
Unico sopravvissuto Andrea Marescalchi, professore di storia e filosofia che da quel giorno in poi, al senso di colpa verso i colleghi unisce la voglia di capire cosa abbia portato il suo alunno preferito, quello di cui aveva avuto modo di diventare mentore e protettore, ad agire in quel modo.

Sullo sfondo di una serie di questioni, dalla televisione del dolore (tema che lo stesso autore approfondisce in Gli anni che non stiamo vivendo. Il tempo della cronaca, Bompiani 2010) al mutante rapporto centro-periferia, e con tinte che virano al giallo, la domanda che campeggia per tutto il libro e che resterà irrisolta è, infatti, che fine ha fatto Vitaliano e se mai ritornerà, la vera protagonista sembra essere la missione formatrice ed educativa di cui il professor Marescalchi si sente investito, quell'arte maieutica, di cui purtroppo molti nel mondo reale difettano, di formare ed apprezzare gli alunni come le persone che sono e saranno, prima di inculcare loro nozioni e sapere.

Interessante perdersi tra le pagine del meticoloso diario di Marescalchi, il professore che tutti avremmo voluto avere, quello che è pronto a stare dalla tua parte piuttosto che da quella della direzione.

Così come riconoscersi, o riconoscere il compagno di banco, in Vitaliano, il ragazzo che “se solo si impegnasse potrebbe fare di più”, affascinante e amato da tutte le ragazze grazie al suo lato oscuro, forte e spavaldo di facciata ma profondamente fragile dentro.

Assolutamente da leggere per chi nella “Scuola”, nonostante tutto continua a crederci.


L'Autore
Antonio Scurati è ricercatore in Cinema, Fotografia, Televisione e coordinatore del Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza all'Università di Bergamo.
Insegna Scrittura Creativa e Letteratura Italiana presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano.
Esordisce nel 2002, per Bompiani, con Il rumore sordo della battaglia. Gli altri due suoi romanzi sono Una storia romantica (2007) e Il bambino che sognava la fine del mondo (2009).

 

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