La casa in collina di Cesare Pavese

Il commento...

Noi ragazzi nati tra gli anni '70 e '80 dell'atrocità della guerra sappiamo in realtà poco, perchè (fortunatamente) non l'abbiamo vissuta.
Per capire quanto una guerra sia nefasta e crudele, ci affidiamo all'informazione (che però non è sempre esauriente ed obiettiva) o ai film.
Personalmente credo che il modo migliore per CAPIRE sia invece leggere i libri dei grandi scrittori come Pavese che la guerra l'hanno vissuta direttamente, e soprattutto sanno raccontarne gli aspetti più profondi e (dis)umani.

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"La casa in Collina" è proprio uno di questi romanzi!
Ambientato in Piemonte, e precisamente nelle colline del Monferrato, il libro narra la vicenda di Corrado, intellettuale e professore antifascista, che assiste prima al crollo del fascismo, poi all'arrivo dei nazisti, poi alle lotte partigiane, sempre osservando e riflettendo con grande acume. Il tutto è molto autobiografico, come si può capire dalla biografia di Pavese, e forse per questo è così realistico e "vero".
Ciò che mi ha veramente toccato nel profondo, tanto da obbligarmi a riflettere per parecchio tempo sull'argomento, è stato un passaggio, relativo alla pietà del protagonista Corrado, non solo per i "propri" morti, ma per i morti in generale, quelli che un tempo erano "nemici", erano odiati e combattutti. É un passo di grande umanità, che mi ha toccato veramente tanto, e che voglio riportare per intero:
"Non so se Cate, Fonso, Dino e tutti gli altri torneranno, certe volte lo spero e mi fa paura. Ma ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l'ha sparso. [...]Guardare certi morti è umiliante. Non sono più faccende altrui, non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l'impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei morti tenga noialtri inchiodati a vederli e a riempircene gli occhi."

rn

Un libro che, visti i tempi, consigilo perchè particolarmente educativo...

 

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