Incontro con Emanuele Oscar Crestani – “La ragazza di Vico delle fate”

Il reportage...

Incontro con Emanuele Oscar Crestani

"La ragazza di Vico delle fate"

 
 
Si è svolto domenica 12 settembre nella Libreria sul Mare di Genova, nei pressi del borgo marinaio di Boccadasse, l'incontro con l'autore Emanuele Oscar Crestani per presentare la sua opera prima, il romanzo "La ragazza di vico delle fate  - Storia d'amore, di musica e di follia" (leggi il commento a questo libro).
  
La particolarità di quest'incontro è stata senz'altro quella di svolgersi proprio con alle spalle uno dei luoghi protagonisti del romanzo, il borgo marinaio di Boccadasse dove i due protagonisti del libro si incontrano per la prima volta. Sicuramente una collocazione suggestiva anche ai fini della lettura di alcuni brani dell'opera che è stata offerta durante l'incontro.
  
Per quanto riguarda gli interventi di Emanuele Oscar Crestani, incalzato da alcune domande poste dagli organizzatori dell'evento e dal pubblico presente in libreria, l'autore ha avuto modo di precisare alcuni dei temi del suo primo romanzo. Innanzitutto Crestani ha sottolineato ancora una volta l'importanza della musica nel testo in quanto componente fondamentale non solo della sua storia ma soprattutto della vita umana stessa. Ha ricordato l'autore, infatti, che la musica fa parte di noi a prescindere, considerando che il nostro cuore con il suo battito non fa che produrre un ritmo. 
  
Anche l'amore è stato al centro della discussione, dal momento che è uno dei pilastri portanti del romanzo di Crestani. Un tipo di amore di quelli che annebbiano completamente il cervello e fanno perdere la cognizione di qualunque altro sentimento o aspetto della vita. Un amore di quelli che fanno abbandonare tutto per seguire la persona amata persino nei meandri della sua follia, come accade purtroppo ai protagonisti di questo romanzo.
  
Crestani è stato interrogato anche in merito alla grande presenza di sostanze stupefacenti ed alcool all'interno del libro: e ovviamente da medico ha sottolineato che si tratta solamente di un'esigenza letteraria e che il loro uso è più che sconsigliato in certe occasioni dal momento che siamo oggi lontani dall'utilizzo che di certe sostanze fanno popolazioni tribali e primitive, legate ad un culto della natura e dell'essere umano ben lontano da noi.
  
Alla domanda su quali fossero “i tre aggettivi principali con cui definire il lettore che potrebbe amare il suo romanzo”, l’autore ha risposto: “intelligente, ironico e che non abbia paura di vivere la vita”.
   
L'incontro si è concluso con un accenno alla post-fazione di La ragazza di Vico delle fate ad opera della dottoressa Claudia Aluvisetti, psicologa a sua volta, che da un'ottima chiave di lettura del romanzo di Crestani, ma che non è stata svelata per non rovinare la sorpresa della lettura.
    

 Fiordaliso

(12 settembre 2010)

© 2010 imieilibri.it

 

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