Utz di Bruce Chatwin

Il commento...

“Utz”
di Bruce Chatwin


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“La vera casa dell'uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.” (Bruce Chatwin)

Già da questa frase è possibile iniziare ad inquadrare la figura, molto originale, di Bruce Chatwin, che personalmente considero più un viaggiatore che uno scrittore, più un antropologo che un letterato. Utz però, lo dico per chi ama il suddetto lato di Chatwin, non è un “giornale di viaggio” pieno di avventure, ma al contrario si incentra sulla figura un po' anacronistica di Kaspar Utz, maniacale e bizzarro collezionista praghese di porcellane di Meissen, suo vero ed unico amore che custodisce gelosamente e difende dal mondo, dalla modernità, dal commercio e dal capitale.

L'autore secondo me con questo personaggio (che egli incontrò veramente: il suo vero nome era Rudolf Just) ha voluto introdurre vari temi di ordine storico e sociologico, ma quello che più mi è sembrato centrale, e centrato, è quello dell'auto-difesa dal tempo che avanza, il voler consacrare oggetti (appunto le porcellane) a “enti sovratemporali”, come se cercasse in loro un'identità, un significato che assume un profilo quasi “esistenziale”. Questo anche a fronte delle invasioni “ideologiche” (prima nazista poi comunista) dalle quali Utz dovette difendere la propria collezione.

Essendo a conoscenza della complessità del personaggio, tempo fa ho pensato di leggermi una sua biografia, anche se non troppo particolareggiata, sulla sua vita, i suoi viaggi e le sue avventure, prima di affrontare la lettura di un suo romanzo. Credo di aver fatto la scelta giusta: l'opera in questione, Utz, mi sarebbe certo stata di più difficile comprensione se non avessi prima capito la storia del suo autore.

Chatwin, a volte superficialmente noto come “quello dei Moleskine”, dei diari di viaggio, rappresenta un po' un mito per le nuove generazioni, soprattutto per coloro che amano viaggiare, e spesso anch'io quando ho fatto qualche viaggio mi sono un po' riconosciuto in lui, nel viaggiatore che guarda, capisce, vive realtà sempre diverse e le racconta in un personalissimo diario che diventa però partimonio di tutti coloro che lo leggono.


fonte: zingarate.com

Nel caso di Utz, però, ho trovato questo libro più “razionale” che emozionale, un libro che solletica più la riflessione che non i sentimenti, eccezion fatta per quell'aura misteriosa, quasi leggendaria che circonda la storia delle porcellane nel proseguio del libro (storia vera!).

In conclusione, lo consiglio maggiormente a coloro che abbiano interessi affini ai temi sopraelencati, mentre per chi ama i resoconti di viaggio veri e propri, rimanderei ad altre opere, veramente affascinanti, di Bruce Chatwin.

 

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