Salone dell’Editoria Sociale – “Le Americhe e noi”

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Questo evento si è tenuto dal 18 ottobre 2012 al 21 ottobre 2012 presso gli spazi espositivi di Porta Futuro, Via Galvani 108 (Roma), alle (vedi dettaglio eventi).
L'evento...

Salone dell'Editoria Sociale

“Le Americhe e noi”

«Questa è la nostra epoca: dobbiamo rimettere tutti al lavoro, spalancare le porte delle opportunità per i nostri figli, ridare benessere e promuovere la causa della pace, reclamare il Sogno Americano e riaffermare quella verità fondamentale: siamo molti ma siamo un solo popolo. Viviamo, speriamo, e quando siamo assaliti dal cinismo, dal dubbio e da chi ci dice che non potremo riuscirci, noi risponderemo con quella convinzioni senza tempo e immutabile che riassume lo spirito del nostro popolo: Yes, We Can!»
(dal primo discorso da Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a Chicago)

Torna presso gli spazi espositivi di Porta Futuro (Roma) - e già la location è di ottimo auspicio - il Salone dell’Editoria Sociale.

In questa sua quarta edizione, dal 18 al 21 ottobre, l’interessante kermesse culturale, proporrà un tema alquanto affascinante: “Le Americhe e noi”.

A pochi giorni dalle elezioni del nuovo presidente degli Stati Uniti, e qualcuno in più dalla precedente “scoperta”, interrogarsi su come sia cambiata “l’america” e su come siamo cambiati noi, diventa fondamentale per affrontare un mondo in continua e veloce trasformazione, entrato da cinque anni in una grave crisi economica e sociale.

Ma, parlare di “america” vuol dire anche parlare di noi. Di come la cultura e l’“american way of life”, i modelli economici e sociali americani hanno profondamente influenzato l’occidente e l’Italia: i comportamenti individuali e i consumi collettivi, i costumi e le mode, l’economia e la politica.
(fonte: http://www.editoriasociale.info/)

Dal welfare alle culture sociali, dalla realtà della finanza e del mercato del lavoro, al ruolo del settore - cosiddetto - “terziario”, alla musica, al cinema e, finanche, alla religione, i legami tra l’occidente (inteso come “comprensorio” europeo), l’Italia e il “modello americano” sono chiaramente fitti e continui.

La rassegna, oltre che essere, un’occasione per riflettere su ciò che succede nell’enorme “calderone” americano (inteso come Stati Uniti d’America, probabilmente - al di là di ciò che se ne pensi - l’unica nazione realmente multi-razziale e multi-culturale del pianeta), getterà un occhio anche alle altre “americhe”, in particolare a quella del Sud, con le sue tante altre culture, contraddizioni sociali, politiche ed economiche che la animano.

Altrettanto, anche le evoluzioni politiche, sociali e culturali, nel bacino del Mediterraneo, saranno al centro delle discussioni.

In sostanza, questa edizione 2012 del Salone dell’Editoria Sociale vuol dare un contributo a capire meglio dove stiamo andando e, soprattutto, come costruire un futuro più sostenibile e giusto per l’intero pianeta.


Immagine di Aleksandar Mijatovic, di proprietà di 123RF Limited, utilizzata con relativo permesso di licenza.
Tale immagine non può essere copiata o scaricata senza il consenso diretto di 123RF Limited

A interrogarsi sui tanti temi proposti, provando a dare delle risposte e delle possibili “tracce” da seguire, ci saranno giornalisti, intellettuali, filosofi e - naturalmente - scrittori.

Complessivamente, al Salone dell'Editoria Sociale partecipano 40 espositori (case editrici, organizzazioni di volontariato e di terzo settore, istituzioni culturali, ecc), prevedendo, nella quattro giorni della manifestazione, oltre cinquanta incontri con oltre 200 ospiti, tra cui Zygmunt Bauman, James Galbraith, Agnes Heller, Tariq Ali, Robert Fisk, Enrico Giovannini, Gad Lerner, Ascanio Celestini, Giuseppe Cederna, per citarne alcuni.

Dando uno sguardo al fittissimo calendario, si parte giovedì 18 ottobre con due incontri più prettamente rivolti al “panorama” italiano.

Infatti, dopo la cerimonia inaugurale e i saluti istituzionali, si parlerà in contemporanea (nelle due sale adibite “ad hoc”) di: “Antonino Caponnetto (non è finito tutto)”, graphic novel di Luca Ferrara e Luca Salici (edita da Round Robin) e della “fatica di pensare nell’Italia di oggi”, incontro-dibattito, che vedrà la partecipazione di Goffredo Fofi (direttore della rivista “Lo straniero”), Gian Mario Gillio (direttore della rivista “Confronti”), la saggista Franca Long e Valdo Spini (presidente del “Cric” - Coordinamento delle Riviste Italiane di Cultura), che sarà dedicato anche alla figura di Umberto Brancia, redattore del mensile “Confronti” - scomparso meno di un mese fa - e fondatore del blog di comunicazione e solidarietà sociale “Cercate Ancora”.

Nel pomeriggio (alle 16.15), segnaliamo la presentazione del libro “Siamo tutti migranti” (edizioni Paoline), di Vittorio De Luca, che sarà occasione per approfondire lo “storico”, ma quanto mai attuale tema, insieme a Paolo Bustaffa (direttore dell’agenzia di stampa di informazione religiosa “Sir”) e Giancarlo Perego (direttore della Fondazione “Migrantes”), oltre all’autore.

Si discuterà della crisi, dei mercati, e del ruolo della politica nell’incontro (delle 18.15) dal titolo “L’economia è Democratica?”, moderato dalla giornalista Roberta Carlini, che vedrà la partecipazione del presidente della Fondazione Banca Etica, Andrea Baranes, Stefano Fassina (responsabile economia e lavoro del Pd), l’economista Laura Pennacchi, l’accademico e giurista Luigi Ferrajoli, e l’assessore alle Politiche del Lavoro della Provincia di Roma, Massimiliano Smeriglio.

A conclusione della prima giornata del Salone, vi sarà un omaggio a Truman Capote, con la proiezione del film “A sangue freddo” di Richard Brooks.

La giornata di venerdì 19 parte (alle 10.30) discutendo di “Culture Senza Frontiere”, incontro sul mestiere di “scrivere e fare musica nell’Italia multietnica” cui parteciperanno, tra gli altri, il musicista ed etnomusicologo Ambrogio Sparagna, Roberta Franceschinelli (Fondazione “Unipolis”) e Jonathan Ferramola, direttore del Film Festival “Terra di Tutti”, appena conclusosi a Bologna.


(fonte immagine: http://www.comunitadelleartiedellacultura.it/generi_d_arte/etnico.html)

Si prosegue (alle 12.15) interrogandosi “da dove viene il populismo?”, nel dibattito sulla democrazia, la politica e la sua crisi.
A parlarne, con Duccio Zola, ci saranno Carlo Donolo, dell’Università “Sapienza”, Carlo Galli e Gabriella Turnaturi, dell’Università di Bologna, Giulio Marcon portavoce campagna “Sbilanciamoci!”.

Si passa poi a riflettere su un nuovo modello di sviluppo e un’economia civile e solidale, in “Oltre la crisi” - Quando? Nel primo pomeriggio, alle 14.30! - per poi chiedersi (alle 16.15) se “serve ancora il sindacato?”, discussione sulla crisi di un modello dagli Stati Uniti all’Italia, a cui parteciperanno Pierre Carniti (ex- segretario Cisl), Antonio Lettieri (ex-segretario Cgil) e Maurizio Landini (segretario - attuale - della Fiom). A condurre l’incontro - l’inossidabile - Gad Lerner.

Mafia e Terrorismo saranno, invece, i temi di altri due incontri: il primo dal titolo “Peppino Impastato e Giancarlo Siani. L'informazione per distruggere la mafia”, a cui interverranno Giorgio Di Vita e Alessandro Gallo, autori di “Non con un lamento” e “Scimmie” (entrambi editi da Navarra), insieme a Lorenzo Misuraca dell'associazione antimafia “daSud”; e il secondo “Dalle torri gemelle al pantano afgano. Gli Stati Uniti e la guerra al terrorismo”. A discuterne vi saranno lo scrittore Tariq Ali, autore - tra altri - de “All'ombra del melograno”, e Robert Fisk, giornalista del quotidiano britannico “The Independent”, moderati dal giornalista Giuliano Battiston.

A chiudere la giornata l’incontro con l’attore e scrittore - nonché promotore del bel progetto “Una Cosa Giusta” (che abbiamo presentato in un precedente reportage: http://www.imieilibri.it/?p=10607) - Giuseppe Cederna, che converserà con il pubblico, partendo dalla “febbre” e giungendo al “piano americano”.

Ancora il tema del “populismo”, grande “spettro” - da non sottovalutare - che si aggira per l’Europa, nella mattinata (alle 11.00) di sabato 20 ottobre.
A parlarne saranno intellettuali di prim’ordine, come: Zygmunt Bauman, celebre sociologo, considerato il teorico della postmodernità e del Mondo liquido” (vedi un nostro precedente reportage/approfondimento su tema e autore); la filosofa ungherese Ágnes Heller e la sociologa polacca Aleksandra Jasinska-Kania.

Sarà, invece, il tema dello smantellamento e privatizzazione dello “Stato Sociale” (ora si dice “Welfare”, forse perchè “fa meno male”!) ad aprire gli incontri del pomeriggio (alle 14.00).

Mentre, dopo la presentazione del libro “Incontrarsi. Racconti di donne migranti e native” di Cristina Ali Farah (alle 16.15), un altro grande incontro-dibattito sull’economia globale e le sue contraddizioni, dal titolo “Disuguaglianze e Crisi”. Moderati dal direttore di RAI Radio 3, Marino Sinibaldi (di recente presente anche a Cagliari per “tuttestorie” - Festival della Letteratura per Ragazzi), ci saranno l’eminente James K. Galbraith e il presidente Istat, Enrico Giovannini.

Un grande omaggio a Bob Dylan, con la proiezione di “Don’t look back” di D.A. Pennebaker, concluderà la prima giornata del weekend della manifestazione.

Tra le tante tematiche sociali, protagonista anche la narrativa, in apertura dell’ultima giornata del Salone dell'Editoria Sociale, domenica 21 ottobre.

La prima occasione sarà la presentazione del libro “Le avventure di Huckleberry Finn” (edito da Coconino press), graphic novel di Antonio Tettamanti, ispirato al celebre personaggio creato da Mark Twain.

In contemporanea, menti rivolte all’attualità editoriale nel dibattito sul “diritto d’autore alla luce delle nuove tecnologie”, cui seguirà l’incontro “Narrare il presente - l’inchiesta come un romanzo”, moderato da Nicola Villa (vicedirettore della rivista “Gli Asini”).

Storie di ribellione sociale, invece, nel pomeriggio.

Si comincia, alle 14.30, con la presentazione del libro “Non ho bisogno di stare tranquillo. Errico Malatesta, vita straordinaria del rivoluzionario più temuto da tutti i governi e le questure del regno” di Vittorio Giacopini.

Il volume ripercorre la vita di colui che è stato definito “il più grande rivoluzionario degli ultimi due secoli”. Nato da una famiglia della borghesia agraria a Santa Maria Capua nel 1853, giovanissimo repubblicano, nel 1871 approdò all’internazionalismo anarchico. Dopo aver lasciato l’Italia, nel 1879, per evitare la prigione, e aver - letteralmente - “girovagato” il mondo (dieci anni in America Latina nei quali organizzò il movimento anarchico locale, e poi - dopo una breve prigionia a Lampedusa, nel 1898 - ancora Tunisia, Inghilterra, Stati Uniti e Amsterdam dove partecipò al congresso internazionale anarchico,nel 1907), tornò clandestinamente quarant’anni dopo, a Genova, e fu accolto da una folla oceanica, che lo invocò come il Lenin d’Italia. Tra il 1919 ed il 1920 partecipò al biennio rosso, e nel 1920 fondò e diresse il quotidiano anarchico “Umanità Nova” (50mila copie di tiratura).
(fonte: http://www.ecn.org/contropotere/errico_malatesta.htm)

Dopo uno sguardo all’“America Profonda”, con la proiezione del film “Harlan County” di Barbara Kopple, si parlerà di movimenti e politica negli Stati Uniti, nell’incontro dal titolo “Occupy alla Casa Bianca”, con chiaro riferimento al movimento “Occupy Wall Street” (alle 16.15).

In contemporanea, la presentazione del libro “Talpe a Caracas. Cose viste in Venezuela” (edito da Jaca Book), di Geraldina Colotti, ci offrirà uno spaccato della realtà sociale sud-americana, cui contribuiranno la giornalista Luciana Castellina, la sociologa Indira Pineda, e il direttore del Centro Studi “Cestes”, Luciano Vasapollo.
All’incontro, moderato dalla giornalista Nadia Angelucci, presenzierà l’ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Isaia Rodriguez.

Gran chiusura del Salone dell'Editoria Sociale, con l'evento-spettacolo “Come nascono le storie”, con Ascanio Celestini (autore molto amato su “imieilibri.it”, tra tutti vi segnaliamo il post di presentazione di “Io cammino in fila indiana”) a cura della Scuola del Sociale della Provincia di Roma.

Il programma completo della rassegna è scaricabile qui (in formato pdf).

Omnibus

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Renato Carosone (Sextet) - “Tu Vuò Fà L'Americano”

 

 


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