La casa dei sette ponti di Mauro Corona

Il commento...

“La casa dei sette ponti”
di Mauro Corona


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«Abbiamo l’arcobaleno sulla testa, e non dobbiamo dimenticarcene mai!»

Con “La casa dei sette ponti” (disponibile online su laFeltrinelli e IBS) Mauro Corona lascia per la prima volta i paesaggi selvaggi delle sue Dolomiti per addentrarsi in una stretta vallata, aspra e solitaria, dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Lì, lungo una strada tortuosa, sorge una casa alquanto bizzarra: infatti il tetto è coperto da teloni di plastica colorati come un arcobaleno, e pur sembrando disabitata dai due comignoli esce sempre fumo.

Il protagonista di questa storia dal sapore fiabesco è un industriale della seta, ricco e importante, che un giorno, tornando nei boschi dove un tempo andava a funghi e che l’hanno visto crescere, incuriosito dalla strana casetta, decide di fermarsi e scoprire finalmente chi vi abita.

E questo sarà l’inizio per lui di un’avventura allucinante alla scoperta di sé e del significato stesso della vita, inaridito negli anni tra il denaro e il potere di una professione di successo.

Un viaggio dolce e terribile insieme che lo riscuoterà dall’illusoria sicurezza della propria esistenza, per svelargli segreti sepolti e soprattutto il senso di una gioia perduta: la resa all’amore come unica serenità che possiamo ottenere.


(fonte: montagna-pistoiese.com)

In questo romanzo breve, che somiglia forse più a un racconto lungo, Mauro Corona narra l’allegoria della condizione umana moderna, dominata dai miti dei soldi facili e del lusso, del potere e dell’apparenza, ed esorta a non perdere mai di vista i valori più semplici e genuini che fanno di questa vita l’unica degna di essere vissuta.

Una storia che si legge in fretta, risucchiati allo stesso modo del protagonista nel turbine delle sue visioni, e che lascia alla fine in bocca un sapore di tenerezza e consapevolezza per quanti fanno parte del nostro mondo.

Ecco perché consiglio di leggere questo libro: abbiamo l’arcobaleno sulla testa, e non dobbiamo dimenticarcene mai!


Mauro Corona è nato in provincia di Trento nel 1950 ma sin da bambino è vissuto a Erto (Pordenone), uno dei paesi colpiti dal disastro del Vajont nel 1963. Alpinista, scultore ligneo e scrittore di numerosi romanzi alcuni dei quali diventati best seller, Corona ci porta a riscoprire un mondo quasi del tutto scomparso: quello della vita e delle tradizioni montane delle sue valli. Nel 2008 ha vinto il Premio Grinzane-Cavour con “Le voci del bosco”, mentre nel 2011 il Premio Bancarella con “La fine del mondo storto”.

 

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