Ninna nanna di Chuck Palahniuk

Il commento...

“Ninna nanna”
di Chuck Palahniuk


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori


«Anche una filastrocca può lasciarti “secco”…»

Che Palahniuk fosse il figlio adottato, metaforicamente, di Céline era cosa intuibile; ma che fosse al di sopra del maestro no.

In questo libro, uno dei suoi maggiori successi, se non IL maggior successo, l’autore si diverte a mettere in scena una filastrocca dal potere micidiale.
Come il maestro predecessore, un viaggio che procede di incubi in incubi, di sangue in sangue, di misteri in misteri, al termine non di una notte; ma di una cantilena africana.

I personaggi ci sono tutti: un detective non troppo “conforme” al regolamento, personaggi secondari che reggono il gioco e la filastrocca.

Al lettore non è dato molto anzi, quasi nulla. La trama narra solamente che ad un certo punto è comparsa - la filastrocca - come per malignità, per fare del male.

Per chi non avesse mai letto Palahniuk (qui un approfondimento sull’autore), il primo impatto è drammatico: il suo cinismo, e il suo metodo nel colpire il lettore, è coinvolgente. Il susseguirsi degli avvenimenti infatti è molto avvincente e non lascia il tempo di restare dietro al ritmo della narrazione.

Con “Ninna nanna” (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori), le sue opere possono definirsi storie horror con ampio ricorso a una pungente satira sociale.

I personaggi sono descritti nel loro interno; i caratteri, le passioni, le paure e le tentazioni di ognuno vengono amplificate.

“La voce dice: forse non finiamo all’inferno per quello che facciamo. Forse finiamo all’inferno per quello che non facciamo. Per le cose che lasciamo a metà…”

Anche solo l’interesse per un arredo da salotto (vedi “Fight Club”) diventa luogo di riflessione genuina.

Tutto questo però non toglie che il libro sia scritto con le solite parole taglienti dell’autore. Se è la prima lettura, ne rimarrete fortemente colpiti dal linguaggio nudo, quasi sferzante col sapore della pietra.

“Uccidere una persona a cui si vuole bene non è la cosa peggiore che le si può fare…”

Il sesso, la violenza e il cinismo, per l’autore, non sono un tabù ma un motivo di denuncia continua contro qualcosa o qualcuno. 

“Il modo migliore per buttare via la vita è prendere nota. Il modo più facile per evitare di vivere è stare a guardare. Cercare i dettagli. Riferire. Senza partecipare…”

È di facile soluzione il problema del linguaggio verso un pubblico non abituato. Ma cosa che lascia sorpresi è il finale cinico e crudo come, citando l’autore, “Carne di manzo non cotta”.

Se pensate di vedere una luce in fondo al tunnel, una speranza che risolva le cose, una fermezza che possa aggiustare tutto il male commesso, vi state veramente sbagliando.

“In un mondo in cui le promesse non hanno valore. In cui si promette solo per poi non mantenere, non sarebbe male veder rinascere il potere della parola…”


Chuck Palahniuk (autore su cui potete leggere l’approfondimento “Chuck Palahniuk: la penna più tagliente degli USA (!?)”), nasce a Pasco (Washington), da genitori americani.
Si laurea presso la scuola di giornalismo dell’Università dell’Oregon nel 1986. In questo periodo entrano nella sua vita i primi importanti input che caratterizzano le peculiarità dei suoi romanzi: lasciato definitivamente il giornalismo, dal 1988 inizia a operare come volontario presso i ripari per il senzatetto e nelle case di riposo, provvedendo al trasporto dei malati terminali e portandoli ai gruppi di appoggio.


Chuck Palahniuk, “Ninna nanna”
Disponibile online su:
- laFeltrinelli
- IBS
- inMondadori

 

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