Fiore di vetro di Stefano Massetani

Il commento...
L’amore perduto è inevitabilmente fonte di rimpianti, malinconia, triste accettazione di un passato che non è più, nostalgia di quei momenti felici che adesso rilucono implacabili come stelle, quasi accecando nella buia notte dell’anima. Ma il Poeta non si arrende, pur nello sconforto grida la sua voglia di rinascita, di ricostruire una vita frantumata e ridare un senso al proprio tempo. Sebbene sia il momento in cui la coscienza riacquista lucidità e la ferita di un sentimento non corrisposto geme il suo dolore più acuto, tutto l’amore che si è donato non può andare perduto: è vita che cerca altra vita, energia inestinguibile destinata a risorgere dalle proprie ceneri e anche la solitudine non può soggiogarla. Al centro delle parole sempre lei, la donna. Con la sua incostante indifferenza ha fatto scempio del fiore di vetro, con le sue intemperanze ha frantumato ogni fibra, ma nonostante tutto questo il Poeta non può fare a meno di parlarle, di ricordarla, rievocarla come un fantasma che ancora abita le stanze del suo cuore, in bilico tra Paradiso e Inferno. E allora il sogno si fa salvezza e redenzione, momento di ristoro per raccogliere le forze e combattere ancora.

Stefano Massetani nasce nella “fiorita collina tosca” del Carducci e cioè a S. Maria a Monte (Pi) nel 1959, assorbendone ben presto l'incanto poetico. Trasferitosi giovanissimo a Pisa, nel 1983 si laurea in Farmacia e da allora esercita la professione ritagliandosi spazi per scrivere.

 

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