Middlesex di Jeffrey Eugenides

Il commento...

“Middlesex”
di Jeffrey Eugenides


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

Nonostante io ami leggere, i libri voluminosi mi hanno sempre fatto un po’ paura, perché temo di perdere il filo della trama o, peggio, di annoiarmi.

Quando mi sono imbattuta in “Middlesex” di Jeffrey Eugenides, ho avuto lo stesso timore: 606 pagine fitte di una storia che non sembrava per nulla semplice, accompagnate da numerose critiche sulla prolissità dello scrittore.

In realtà, già dalle prime pagine, si è attivata quella splendida magia che incolla il lettore alle pagine del libro e non gli permette di lasciarlo finché non l’ha finito!

In “Middlesex” Eugenides ha messo molto del suo essere greco: la protagonista, o il protagonista (il genere dipende dal momento della narrazione), si chiama Calliope, come la musa greca della poesia epica, ed è dalla sua voce che ascoltiamo la storia della sua vita e della sua famiglia; l’incendio della città di Smirne che, nel 1922, poneva fine alla campagna greca nella Guerra d'indipendenza turca;  la situazione degli immigrati europei nel periodo proibizionista statunitense e numerosi ironici “cantami o Musa”, che avvicinano la narrazione al canone classico.

“Middlesex” è una saga familiare: la storia di Calliope è il pretesto per raccontare le vicende di tre generazioni della famiglia Stephanides dove, secondo la superstizione, la colpa dei nonni consanguinei si riversa sulla nipotina (o nipotino) Calermafrodita.

Le vicissitudini delle tre generazioni si intrecciano in un intricato puzzle di flashback, ce ci porta in vari momenti storici e che, pian piano, ci aiuta ad avere il quadro generale della situazione. Calliope, o Cal, o Callie, colpita da quest’eccentricità biologica, cresciuta come femmina, scopre il suo lato maschile e intraprende una piccola odissea adolescenziale, quella che in realtà tutti gli adolescenti compiono: un viaggio alla ricerca di se stessa, o di se stesso.

Centrali, in tutto il libro, sono infatti la diversità, la difficoltà che l’essere umano incontra nel sentirsi diverso e la necessità di affermarsi ed esprimere i propri sentimenti, anche sovvertendo i canoni culturali considerati “giusti”.

... Gli ermafroditi esistono da sempre, Cal. Da sempre. Secondo Platone l’essere umano originario è ermafrodito. Lo sapevi? In origine la persona era composta da due metà: una maschile e una femminile. Poi sono state separate. Per questo tutti sono sempre alla ricerca dell’altra metà. Tutti tranne noi che le abbiamo già tutt’e due. Certo, in alcune culture veniamo considerati mostri. Eppure in altre è vero il contrario. I navajo hanno una categoria di persone che chiamano berdache. Fondamentalmente si tratta di una persona che cambia genere, che adotta un genere diverso da quello biologico. Ricordati, Cal, il sesso è biologico, il genere è culturale. I navajo lo capiscono. Se una persona vuole cambiare genere glielo permettono. E non la denigrano, anzi, la onorano. I berdache sono gli sciamani della tribù. Sono i guaritori, i grandi tessitori, gli artisti...”

La scrittura di Eugenides è chiara, scorrevole, pulita e ironica; spesso le descrizioni sono fin troppo particolareggiate, ma necessarie alla narrazione; non mi stupisce che con questo libro abbia vinto il Premio Pulizer nel 2003

Ho letto “Middlesex” da molto tempo, poi la mia copia è entrata in un ciclo di prestiti per il quale credo che non tornerà più da me; un po’ mi dispiace, ma credo sia il libro più adatto a vivere l’odissea del prestito perpetuo.

laMau

© 2013-2014 imieilibri.it


Jeffrey Eugenides è nato a Detroit nel 1960 da genitori di origine greca. Laureato alla Stanford University, nel 1986 si è trasferito a New York, dove ha iniziato a pubblicare racconti sulle più importanti riviste letterarie (The New Yorker”, The Paris Review”, The Yale Review”, Granta”). Restio alle apparizioni in pubblico, racconta tutto di sé negli incontri con i lettori che tiene in Michigan.

Dopo il successo del primo romanzo “Le vergini suicide” (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori), ottenuto grazie alla trasposizione cinematografica di Sofia Coppola nel 1999, con il suo secondo romanzo “Middlesex”, ha vinto il Premio Pulitzer 2003 per la narrativa.
Il suo ultimo lavoro, pubblicato in Italia nel 2011, è “La trama del matrimonio”.


Jeffrey Eugenides, “Middlesex” - disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

 

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