La Repubblica contadina di Alba Donati

Il commento...

Questo è a tutt'oggi uno dei miei libri di poesia preferiti. Forse sarò influenzato dal fatto che conosco l'autrice, che è una mia cara amica ma una volta chiuso, il volume ti lascia dentro un sapore di romantico, di andato, di amore fanciullo troncato e immobilizzato per sempre nella chiarezza delle acque.
Alla fine della seconda Guerra Mondiale, Valerio, zio di Alba, all'età di dodici anni viene travolto da una piena causata dai tedeschi per rappresaglia. La sua anima resta depositata nel Tirreno. Anni dopo, Alba, riascoltando dei vecchi nastri trovati in soffitta, ricostruisce la storia della sua famiglia e di Lucignana, il piccolo borgo lucchese dove è nata. Poco tempo dopo, una violenta alluvione distrugge Cardoso, altro centro abitato sulle Apuane, e la piccola Giulia viene travolta dalle acque. Il suo corpo verrà ritrovato giorni dopo sulla spiaggia di Portovenere. Qui inizia l'avventura d'amore di questi due bambini affogati che cresceranno e impareranno ad amarsi e ad amare il mondo guardandolo dal basso, dal profondo del mare.
Il nucleo centrale de "La repubblica contadina" era stato anticipato da una plaquette edita da Lietocollelibri dal titolo "Ballata della repubblica contadina". La storia d'amore di Giulia e Valerio prosegue in un poemetto intitolato "Portovenere" ed edito di recente in un volume collettaneo.

 

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